Storia supinese - supino

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Storia supinese



Supino paese di origine medioevale probabilmente prende il suo nome dalla sua posizione adagiata, supina ai piedi del Monte Gemma. Per molto tempo si è parlato della possibile presenza in loco dei resti della antica citta di Ecetra di cui non esiste alcuna traccia concreta, città da cui avrebbero tratto origine i paesi dei Lepini orientali. Tracce di un passato che va ben oltre le origini medievali sono rappresentati dalla scoperta di una villa termale di epoca romana avvenuto negli anni 60 in località Cona del Popolo. Menzione ufficiale di supino negli scritti storici risale al 1128. Il castello posto alla sommità del colle chiamato comunemente dai supinesi la Torre èra abitato dalla famiglia dei Conti "de Ceccano" che successivamente assunsero il nome di "de Supino", alcuni di questi diventarono alti prelati renendosi famosi per aver partecipato alla congiura contro Bonifacio VIII.

Nel corso del Trecento i feudatari del piccolo paese sparirono dalla scena, estinguendosi in altri casati: gli Anguillara e i Colonna. Quest’ultimi cominciarono a prevalere a partire dal quattrocento quando, auspice Martino V, riuscendo acreare in breve tempo un vasto patrimonio nel sud del Lazio che comprendeva anche Supino. Nel XV secolo la popolazione si aggirava attorno alle mille unità e seppure esigua aveva già provveduto alla bonifica di buona parte della pianura lungo le rive del fiume Sacco spostandosi gradualmente verso la pianura. Un notevole incremento della popolazione e cambiamenti dell'agglomerato urbano si riscontrano a partire dal Settecento: in particolare si procedette alla ricostruzione delle chiese del paese ed alla realizzazione di palazzi di rilievo. Probabilmente, a partire dal XVIII secolo, il paese cominciò ad espandersi al di fuori delle antiche mura: si edificarono Il libro degli Antichi Statuti Supinesiabitazioni lungo due direttrici particolarmente sviluppate nell’Ottocento e nel Novecento: lungo le strade per Ferentino, per la frazione Ortelle e per la montagna. Sotto il regime napoleonico si registrò una discreta partecipazione dei supinesi al fenomeno del brigantaggio antinapoleonico. Dopo l’unificazione nazionale cominciò un lento processo di modernizzazione.La cronica carenza di lavoro portò ad un progressivo spopolamento dovuto alla emigrazione verso le Americhe ed in particolare verso Argentina e Canada dove vivono popolose colonie di supinesi. L'emigrazione e la contemporanea comparsa delle industrie ha portato ad un progressivo abbandono della vita rurale con conseguente decadimento delle attività agricole, che al giorno d'oggi sono molto limitate.

A lato la foto del libro degli antichi "Statuti Supinesi" fatto restaurare dalla comunità supinese di Toronto (Canada) ed ora custodito all'interno del municipio.

Centro Storico-PortaleAttualmente il paese si è in larga parte spostato in basso, per lo più in diverse aree di campagna e lungo le tre direttrici principali di scollinamento, a causa del generale processo di dislocazione a valle dei centri montani e collinari. Il centro urbano è composto da abitazioni di modesta entità, pochi gli elementi architettonici residui, fra cui diverse finestre quattrocentesche, portali delle case . Tra gli edifici degni di menzione vi è il Palazzo Balestro recentemente ristrutturato ed adibito a sede Municipale.

La già menzionata villa termale di epoca romana unica importante testimonianza del passato versa in condizioni di quasi totale abbandono. Gli oggetti riportati alla luce nel corso delle campagne di scavo portati dalle Belle Arti chissa dove non sono più patrimonio dei supinesi.

 
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