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square03_red.gif Le Esigenze della Fede

square03_red.gif Giovanna D'Aragona

square03_red.gif Supino - Via della Rivolta   

square03_red.gif Brevi osservazioni sugli statuti supinesi  

square03_red.gif La Donazione di Palazzo Balestro  

square03_red.gif Un processo Importantenuovo link

 

 

 

Supino Piazza Umberto I° Circa 1920 (foto tratta dal volume "Lingua Scordata" di Lorenzo Pietrandrea)

Supino Piazza Umberto Primo negli anni 20Supino paese di origine medioevale probabilmente prende il suo nome dalla sua posizione adagiata, supina ai piedi del Monte Gemma. Per molto tempo si è parlato della possibile presenza in loco dei resti della antica citta di Ecetra di cui non esiste alcuna traccia concreta, città da cui avrebbero tratto origine  i paesi dei Lepini orientali. Tracce di un passato che va ben oltre le origini medievali sono rappresentati dalla scoperta di una villa  termale di epoca romana avvenuto negli anni 60 in località Cona del Popolo. Menzione ufficiale di supino negli scritti  storici risale al 1128. Il castello posto alla sommità  del colle chiamato comunemente  dai supinesi la Torre èra  abitato dalla famiglia  dei Conti "de Ceccano"  che  successivamente assunsero  il nome di "de Supino",  alcuni di  questi diventarono alti  prelati renendosi   famosi per aver partecipato alla congiura contro Bonifacio VIII.

Nel corso del Trecento i  feudatari  del  piccolo paese sparirono dalla scena, estinguendosi in altri casati: gli Anguillara e i Colonna. Quest’ultimi cominciarono a prevalere a partire dal quattrocento quando, auspice Martino V, riuscendo acreare in breve tempo un vasto patrimonio nel sud del Lazio che comprendeva anche Supino. Nel XV secolo la popolazione  si aggirava attorno alle mille unità e seppure esigua  aveva già provveduto alla bonifica di buona parte  della pianura  lungo le rive del fiume Sacco spostandosi gradualmente verso la pianura. Un notevole  incremento della popolazione e cambiamenti dell'agglomerato urbano  si riscontrano a  partire dal Settecento: in  particolare si procedette alla ricostruzione delle chiese del paese ed alla realizzazione di palazzi di rilievo. Probabilmente, a partire dal XVIII secolo, il paese cominciò ad espandersi al di fuori delle antiche mura: si edificarono Il libro degli Antichi Statuti Supinesiabitazioni lungo due direttrici particolarmente sviluppate nell’Ottocento e nel Novecento: lungo le strade per Ferentino, per la frazione Ortelle e per la montagna. Sotto il regime napoleonico si registrò una discreta partecipazione dei supinesi al fenomeno del brigantaggio antinapoleonico. Dopo l’unificazione nazionale cominciò un lento processo di modernizzazione.La cronica carenza di lavoro portò ad un progressivo spopolamento dovuto alla emigrazione verso le Americhe ed  in particolare  verso Argentina  e Canada dove vivono popolose colonie di supinesi. L'emigrazione e la contemporanea comparsa delle industrie ha portato ad un progressivo abbandono della vita rurale con conseguente decadimento delle attività agricole, che al giorno d'oggi sono molto limitate.

A lato la foto del libro degli antichi "Statuti Supinesi" fatto restaurare dalla comunità supinese di Toronto (Canada) ed ora custodito all'interno del municipio.

Centro Storico-PortaleAttualmente il paese si è in larga parte spostato in basso, per lo più in diverse aree di campagna e lungo le tre direttrici principali di scollinamento, a causa del generale processo  di  dislocazione a  valle  dei  centri montani e  collinari. Il  centro urbano è composto da abitazioni di modesta entità, pochi gli elementi architettonici residui, fra cui diverse finestre quattrocentesche, portali delle case . Tra gli edifici degni di menzione vi è il Palazzo Balestro recentemente ristrutturato ed adibito a sede Municipale.

La già menzionata villa termale di epoca romana unica importante testimonianza  del passato versa in condizioni di quasi totale abbandono. Gli oggetti riportati alla luce nel corso delle campagne di scavo portati dalle Belle Arti chissa dove non sono più patrimonio dei supinesi.


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