Via della Rivolta - supino

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Via della Rivolta


SUPINO - Via della Rivolta
La vera (piccola) storia di un toponimo.

Via della Rivolta è una piccola strada che si diparte da Via Roma, per salire verso la parte antica del paese, attraverso una bellissima '-portella".

via della rivoltaIl fascino di questo luogo possiamo dire che è affrescato nel calendario 2004, voluto e distribuito dall'Amministrazione Comunale.

Per comprendere meglio la sua ubicazione, poniamo, come riferimento, la strada che da Piazza Umberto I° porta a S.Pietro (Via Roma). Partendo da quest'ultima strada, quasi di fronte al Municipio, per intenderci, prima di arrivare a Vicolo Alto -Porta Maggiore- (il quale, con la sua scalinata, costituisce sicuramente uno dei luoghi più suggestivi di Supino), sulla destra, appunto, troviamo Via della Rivolta.Questa piccola strada è tra le più belle del nostro paese ed evoca non poche suggestioni.

Si dice che la sua denominazione possa aver tratto origine dalla nota congiura dei Supinesi avvenuta nel 1811 contro il regime napoleonico; congiura che doveva condurre ad una vera a propria insurrezione, ma che, come sappiamo, finì nel sangue.

I capi della "rivolta" (Alessandro Marchionni, Giuseppe Bernola, Domenico Antonio Battisti, Cataldo De Paolis a Domenico Peruzzi), infatti, furono scoperti a giustiziati in Piazza S.Pietro.

In verità ad essi fu intitolata una via, la quale si chiamò "Via delle Cinque Vittime" (l'attuale Via Quattro Novembre).

A sua volta, lo stesso sen.Dante Schietroma, nei mirabili "Documenti di Storia Lepina 15", parla di Via della Rivolta, a proposito della ".........esplosiva fierezza di fronte alle ingiustizie ed ai soprusi, di una popolazione, la quale, ad esempio, nei moti sociali del primo secolo (così raccontavano i vecchi) impegnava spesso intere compagnie di militari in servizio d'ordine pubblico".

La suggestione, dunque, è assai forte a l'idea di voler "mitizzare" le situazioni storiche possiamo dire the è insita in chi racconta gli eventi.

La realtà, tuttavia -come spesso avviene-, è ben diversa da come la si vorrebbe immaginare. Nel caso in esame, credo di essere uno dei pochissimi, se non l'unico, a conoscere i fatti; a ciò per averli appresi da bambino (nella mia sete di conoscenza delle cose di Supino) da una fonte autorevolissima. Via della rivolta trae la sua denominazione non da “Rivolta” nel senso di insurrezione, ma molto più semplicemente da “ruvotà”, il quale –come è noto- significa “svolta” ( mi conforta in quest’ottica, anche il “glossarietto supinese” del nostro concittadino Lorenzo Pietrandrea, nel quale a pag.36, il vocabolo “ruotare” è tradotto con “voltare”, “girare”).Mi risulta che nella vicina Patrica esiste un luogo a ridosso del Monte Cacume, denominato “ruotà”.

Dunque, nessuna rivoluzione avvenne in quel luogo, ma semplicemente i nostri antenati italianizzarono il termine di "ruvóta" o "ruóta" in "rivolta", anziché in "svolta", allorquando, nella toponomastica, dovettero denominare la strada.

Capisco che la cosa è un po’ deludente, ma la realtà storica non può essere soppiantata da fantasiose suggestioni.

(Avv. Elio Terriero)

 
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