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Nella mia attività di ricerca, peraltro di modestissima rilevanza, ho trovato un documento interessante fra le carte della famiglia Bianchi-Fasani; quest'ultima, nobile famiglia di origine romana, insediatasi dapprima in Sgurgola e, poi, in Supino (stemma gentilizio: una colonna a testimonianza dell'apparentamento con la famiglia Colonna, ed un fagiano ad indicare il cognome “Fasani”). “Fotografo” qui appresso il documento di cui sopra, significando che di esso, composto da sei pagine, ho estrapolato la prima e la terza: Esercizio 1846 Delegazione di Frosinone Comune di Supino
Libro delle esigenze della Fede , che si consegna per l'oggetto al Signor Esattore Comunale Felice Marchioni. Approvato dall'Apostolica Delegazione
Nr. d'ordine Cognome e Nome Contrada Corrisposto Pagamenti 37 Giorgi Alessandro Colle Leardo 15,32 17 agosto 1846 Firma 38 Mastrofrancesco Andrea Curio 15,25 27.8.1846 ......... 38 “ “ “ Valloni 50 16.8.1846 ......... 39 De Santis Angelo Colle Pedicone 37 6.8.1846 ......... 40 Nalli Giovanni Idem 12,50 8.8.1946 ......... 41 Agostini C. di Ang.o M.a Pietra Rossa 2 42 Marini Angelo= con viti Mia Tota 2 43 Boni Antonio Colle Spallato 12,5 23.8.1846 .......... 44 Pomponi Guido di Antonio La Torre 2 13.8.1846 .......... 45 Battisti Franco Colle Cotto 37 46 Carnali Crocifissa e Figli Ferro e Piazza di Nuccio 1,50 11.8.1846 .......... 47 Cerilli Nicola in 3 pezzi Contrada Femmina Morta 87,50 11.8.1846 .......... 48 Agostini Marco Idem 50 11.8.1846 .......... 49 Bono Clelia e Antonio Fossa Pompeo 12 50 Alessandrini Luigi Idem 2 51 Cerilli Giuseppe Fosse Cieche 50 14.08.1846 ........... 52 Marchioni Franco Idem 2 23.08.1846 ........... 53 Cerilli Antonio Idem 37,50 19.08.1846 ........... 54 Carnale Mario Immeri 50 18.08.1846 ........... 55 De Santis Angelo Monte Ramato 25 06.08.1846 ........... Totale 24,19 1/2 (Sigla dell'Esattore) Le considerazioni che mi vengono da fare con immediatezza sono le seguenti: Si noterà come nell'organizzazione tributaria dell'allora Stato Pontificio (ricordiamo che il riferimento è l'anno 1846, mentre si avrà l'annessione allo Stato Sabaudo nel 1870) le tasse sono chiamate “Esigenze della Fede”. Le tasse sulle modeste proprietà, dunque, venivano esatte sotto la parvenza di vere e proprie indulgenze (esigenze della fede). Chissà se per i nostri antenati - per i quali sicuramente era assai duro strappare il sostentamento da quelle terre cosi poco fertili (si tratta, infatti, di terre montane, almeno credo, poco adatte alla coltivazione) - ritenevano sinceramente, in cuor loro, di salvare le proprie anime, pagando i tributi di cui sopra? L'altra considerazione che mi viene di fare è che, come si potrà notare, i nomi e cognomi dei contribuenti di cui al “Libro” che stiamo esaminando, sono attualissimi, tanto che non sembra siano trascorsi quasi 150 anni dalla loro elencazione. Per completezza, evidenzio che in quel periodo Supino aveva circa tremila abitanti. L'ultima considerazione è che le denominazioni delle contrade sono tutte ricorrenti nella mia mente, in quanto a suo tempo, in tal senso, fui ben edotto dall'indimenticabile Generale Antonio Schietroma vero e proprio amante delle nostre montagne. Sono tutte contrade montane, alcune delle quali hanno denominazioni invero “curiose”: “mia tota” (dal latino “tutta mia”), “Curio”, “Femmina Morta”, “Immeri”, ecc. . Sarebbe interessante fare una piantina delle zone di Supino con l'indicazione di tutte le contrade con le antiche denominazioni. In tal senso, sarebbe opportuno fare riferimento all'elencazione fatta dettagliatamente dalla dott.ssa Angela D'Alessandris, nostra concittadina, in Occasione della sua tesi di laurea; in quest'ottica la stessa ha elaborato un lavoro assai interessante. Avv.Elio Terriero
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